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Reportage

Mirko in Giordania

Una piccola, straordinaria nazione: la Giordania! Il nostro amico e blogger Mirko Marino ci racconta il suo viaggio verso Petra, una delle mete turistiche più celebri, fotogeniche e misteriose del pianeta.


 
Il nostro viaggio in Giordania ha inizio dal punto di confine di Sheikh Hussein, raggiunto in autobus da Gerusalemme. Dopo le laboriose procedure burocratiche in entrambi i lati del confine (le tensioni esistenti tra Israele e Giordania sono cosa risaputa), riusciamo finalmente a mettere piede sul territorio giordano.

Io che mi aspettavo un paesaggio desertico vengo invece sorpreso da dolci colline verdi disseminate da fiorellini colorati. Siamo nel nord della Giordania in direzione di Jerash, la prima tappa del nostro tour.

Il sito di Jerash, l’antica Gerasa che faceva parte della Decapoli - un gruppo di dieci città sulla frontiera orientale dell’Impero Romano corrispondente alle attuali Siria, Israele e Giordania – è la seconda attrazione turistica del paese dopo Petra e si trova a circa 50 km a nord di Amman. Una volta oltrepassato l’imponente Arco di Adriano, il punto di ingresso delle vestigia, si possono poi scorgere tutti gli elementi tipici delle città romane dell’epoca: l’ippodromo, il foro, il cardo massimo, le terme, vari templi e teatri.

Il sito, definito la Pompei del Medio Oriente, è molto ben preservato e presenta ancora tracce del suo antico splendore, che nè guerre nè calamità naturali hanno intaccato.

Ci spostiamo in seguito ad Amman, la capitale del paese, una delle città arabe più occidentalizzate e liberali. Amman e la Giordania in generale sono inoltre considerate un‘oasi di pace in una zona geografica dalle tensioni permanenti e per questo ragione hanno assorbito e continuano tuttora a farlo varie ondate di profughi politici, tra cui i siriani, gli ultimi in ordine cronologico. Il luogo più suggestivo di Amman è la cittadella, situata sulla sua collina più alta, da cui si possono ammirare viste mozzafiato a 360 gradi sulla città. Nel panorama sottostante spicca l’anfiteatro romano  costruito nel solito periodo (160 d.C circa) del tempio di Ercole, la struttura più significativa della Cittadella.

L’ultima tappa del nostro viaggio è Petra, la città delle facciate intagliate sulla roccia, che raggiungiamo dopo circa tre ore di viaggio lungo la moderna Autostrada del Re che si snoda attraverso il deserto giordano. Stavolta il paesaggio corrisponde all’immagine della Giordania arida e sabbiosa che mi ero fatta prima della partenza.

Eletta una delle sette meraviglie del mondo moderno, Petra è un luogo magico, nascosto in una zona montagnosa di difficile accesso e sino al 1812 noto solo ai beduini del posto. L’ingresso al sito archeologico avviene tramite il Siq, una profonda gola che conduce al Tesoro, la facciata più famosa di Petra che si ritiene fosse il mausoleo del reo nabateo Areta III. La particolarità di questo sito è proprio il fatto che i suoi fondatori, i Nabatei, seppellissero i loro morti in tombe intagliate sulla roccia.  Sarebbe riduttivo però riassumere Petra col solo Tesoro, dato che il sito include circa 800 monumenti tra cui 500 tombe.  

 
Guest post a cura di Mirko Marino


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